American Fingerstyle Guitarist

Duck Baker Trio – Reviews

http://www.allaboutjazz.com/php/article.php?id=35086

The Waltz Lesson at first appears modeled after the Jimmy Giuffre  trio of the mid ’50s with Ralph Pena and Jim Hall; it features the Englishmen Alex Ward on clarinet and Joe Williamson on bass. Other than a reading of the standard “Sweet and Lovely” and Coltrane’s “Mr. Syms,” the tunes are loose fantasias from the leader’s pen. Though drawing from the well of Giuffre, Coltrane and Coleman in his influences (as well as Nichols), the folk-like quality that pervades this music sounds far less from the wide-open spaces of Texas and the American South. Ward’s clarinet exudes a Balkan quality and Baker’s time spent in Ireland has surely given tunes like “Waltz with Mary’s Smile” something of a parlor sway (which is, by the way, an absolutely gorgeous lead-off). Ward, whose playing situations usually hew closer to free improvisation, embraces the traveling whimsies of Perry Robinson on “Friday” while at other points an airy, deep woodiness. The combination of reeds, pizzicato bass and Baker’s spiraling twang gives a quality both light and earthy to this music, breathy and physical.

– Clifford Allen

http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=5217

The Duck Baker Trio
The Waltz Lesson
Les Cousins
Valutazione: 4,5 stelle

L’ultimo dei quattro dischi, The Waltz Lesson, è quello dove tutte le diverse componenti dello stile di Baker trovano la sintesi più matura ed efficace, e tutti gli aspetti della musica Americana da lui affrontati si ritrovano insieme in un’incarnazione unica. Il chitarrista firma quasi tutte le composizioni, a eccezione di ‘Sweet & Lovely’ (uno standard ripreso anche da Monk) e della coltraniana ‘Mr Syms,’ e le affida all’interpretazione del suo trio completato dal clarinettista Alex Ward e dal contrabbassista Joe Williamson.

La musica è allo stesso tempo tradizionale nell’impianto e moderna nell’esecuzione; quasi un secolo di storia del jazz vi si trova rappresentato in un compendio assolutamente originale, sostenuto da uno straordinario senso dello swing da parte dei tre interpreti. Bravissimo Ward a destreggiarsi col suo clarinetto e Baker ad alternarsi tra accompagnamento e assoli, sostenuti dal supporto costante e regolare del contrabbasso di Williamson. Sospesa tra passato e presente, la musica fluisce con estrema naturalezza dall’interplay dei tre esecutori, mantenendo sempre freschezza e originalità in una sintesi di folk e jazz decisamente riuscita.

– Mario Calvitti



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